Civico Museo Archeologico

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PRESENTAZIONE IL MUSEO VIRTUAL TOUR COMUNE DI POLIZZI MUSEO PIRAINO

Ubicato all'ingresso del seicentesco Collegio dei Gesuiti, oggi Casa Comunale, il Civico Museo Archeologico di Polizzi Generosa si articola in due sezioni: stratigrafica e tipologica.

È destinato a contenere i reperti della Necropoli ellenistica di Contrada S. Pietro dove, dal 1992, si effettuano scavi archeologici condotti dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Palermo con la Direzione Scientifica di Amedeo Tullio.

Nell'importante ed innovativa sezione stratigrafica sono presentati 50 corredi funerari provenienti da altrettante sepolture che documentano l'intensa frequentazione di questa Necropoli ed i complessi rapporti stratigrafici che hanno consentito di distinguere ben cinque fasi di utilizzazione dell'area come sepolcreto in un periodo di tempo piuttosto breve (dagli inizi del IV sec. a.C. al II sec. a. C).

I reperti sono presentati dai più recenti a quelli più antichi e la loro visione consente di fare un viaggio a ritroso nel tempo - proprio come lo fa l'archeologo sfogliando la terra - e di avere un quadro evolutivo degli usi funerari e della cultura materiale degli uomini che si servirono di questa Necropoli.

Le testimonianze venute alla luce fanno già postulare le caratteristiche salienti dell'antico, anonimo, centro cui va riferita le Necropoli e la cui sede va ricercata proprio al di sotto della parte più antica di Polizzi.

I reperti rivelano una certa vivacità e si è già segnalata una netta prevalenza numerica dei materiali di importazione campana rispetto a quelli indigeni.

Alla fase più recente, che non va oltre il II sec. a. C., va riferita una statuetta di personaggio della Commedia rinvenuta nella Sep. 225 (1), mentre dal ricco corredo della Sep. 162, della precedente Fase IV, proviene un caratteristico guttus (poppatoio) a testa di leone completato da una pallina antisoffocamento originariamente contenuta all'interno (2).

Dalla stessa sepoltura, proviene inoltre una lekane a figure
rosse con due figure femminili, tra le più recenti di questo periodo rinvenute a Polizzi (3).

Un'anfora greco-italica, dalla Sep. 145 (4), un sostegno ("candeliere") di ferro, dalla Sep. 182 (5) ed un'elegante tazza di bronzo dalla Sep. 217 (6), provengono dal II strato (III Fase) che si è rivelato quello di più intensa utilizzazione dell'area.

Le sepolture di questo periodo, per altro, sono spesso accompagnate da caratteristici monumenti a piramide gradinata (epitymbia).

La II e la I Fase hanno restituito i corredi più ricchi e qualitativamente più significativi.

Dal III strato (II Fase) provengono, tra l'altro, un interessante cratere indigeno a campana (7), ed un'olpe a testa femminile, attribuita al Pittore "Nyn" (attivo nella seconda metà del IV sec. a.C.), uno di quei ceramografi variamente collocabili tra le prime produzioni campane o siceliote (8).

Nella I, e più antica Fase, si riscontrano contestualmente corredi indigeni (9) e corredi di importazione (10).

Si segnalano due interessanti statuette fittili del tipo Artemide efesia (11), numerose lekythoi Pagenstecher (12) ed il vaso che è divenuto logo del Museo stesso: l'anfora con Herakles ed il leone Nemeo.

Questo vaso, in cui è riconoscibile una forte personalità artistica denominata fin d'ora "Pittore di Polizzi" (secondo quarto del IV sec. a.C), si colloca tra le più significative espressioni che segnano il passaggio tra la ceramografia attica e quella protosiceliota o protocampana.


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Civico Museo Archeologico di Polizzi Generosa
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