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Particolare |
1800 - 1805
Habit de cour
à la française in broccatello di seta.
La fodera è in diagonale di seta ecrù per il
dosso e con infustitura interna non definibile. I bottoni sono
realizzati nello stesso tessuto della marsina. Recano tutti lo
stesso motivo floreale stilizzato ricamato a punti lanciati in
filo di seta e lustrini di metallo, il bordo è rifinito con un
giro di punto a catenella in filo di seta. Un piccolo gallone di
taffetas di seta è disposto a contorno delle patte, dei
paramani, dello scollo, dello spacco e dei restanti bordi. La
moda del bordino bianco o comunque più chiaro del tessuto, viene
già rilevata nel settembre del 1786 dal giornale delle nuove
mode di Francia e d’Inghilterra. Questa marsina in broccatello
di seta a fondo raso, spolinato e a piccole losanghe, è di
colore oro chiaro, di una sfumatura più spenta del biondo o,
adoperando la terminologia di circa un decennio prima, giallo
canino. Reca ricami a grandi inflorescenze (filo di seta
ecrù, giallo oro, rosso vermiglio, argento lamellare, lustrini
di metallo a cerchio, canottiglia, amigdaloidi sbalzati e
contornati da canottiglia) disposte sulle mostre, sul collo
sulle patte delle tasche, sulla battitura esterna dello spacco
posteriore e sui paramani. Le maniche sono sagomate, le mostre
sono sfuggenti in basso e il collo ha un alto pistagno tagliato
diritto a fascetta. Quest’abito è situabile nel contesto
cortese, sia per la provenienza (la principesca famiglia Trabia)
che per la particolare decorazione floreale che ne decreta l’uso
ufficiale. Sveltisce il taglio l’aggiunta della modellatura
posteriore a redingote (due pieghe e spacco sopramesso).
Ascrivibile ai primi anni del secolo XIX, presenta un’esecuzione
sommaria dei ricami che risentono già del gusto ottocentesco. Il
simbolo floreale, codice dei nobili ricevuti a corte, è qui già
esautorato dimostrando il permanere di una tradizione che dopo
la Rivoluzione sopravvive stentatamente. (Cfr. Giuliana Chesnè
Dauphinè Griffo in Galleria del Costume n. 2 di Firenze, Centro
Di 1986 pp. 20-21. Per i confronti questo capo può essere
assimilato a quello della scheda n. 6 pubblicata sul catalogo
della Galleria del Costume di Firenze proveniente dall’area
veneta. |