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La collezione - 1775-1780

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1775-1780
Marsina in mezzo velluto bruno operato e ricamato. Essendo stata  ritrovata a Parma, il tessuto di seta a coste molto sottili può essere ritenuto di produzione lombarda. Dalla seconda metà del ‘700, infatti, nonostante permanessero condizioni di arretratezza tecnico-organizzativa nell’apparato manifatturiero, la ripresa dell’attività serica  segnò  una svolta decisiva estremamente favorevole al  mercato lombardo. Il prodotto tessile si impose finalmente su quello di importazione tanto che i velluti italiani furono stimati dai mercanti e dagli acquirenti, superiori a quelli francesi. L’accoglimento delle mode inglesi aveva rappresentato un momento importante nel costume europeo perché differenziò le classi sociali. La moda inglese, priva di decorazioni e ricami,  fu consona alle esigenze delle classi meno agiate pur restando alla moda, mentre quella  francese continuò ad essere privilegio delle classi elitarie e aristocratiche. I decori continuarono ad affidarsi  all’oro, all’argento, alle sete policrome che permisero figurazioni naturalistiche, e all’inserimento di lustrini metallici, di vetro o di carta colorata. Questo gusto portò a un’innovazione sia nella tessitura delle stoffe che nella preparazione dei ricami, perché furono  approntate stoffe con predisposto il disegno delle varie parti dell’abito, pronte per il taglio, mentre il ricamo fu eseguito direttamente sulla stoffa in pezza. Pochi anni prima del 1775 i giornali di moda raccomandavano che la marsina fosse senza asole, dimodocchè non si potesse allacciare e dopo il 1775 i bottoni si fermarono infatti alla vita o scomparvero del tutto e qualche altra volta si videro i bottoni, ma non più gli occhielli. Apparvero graziosi ricami floreali che ornarono l’apertura della marsina, l’incollatura e le alette delle tasche, quasi sempre diritte e con bottoni ornamentali più in basso dell’orlo, in modo che era impossibile allacciarli; il ricamo seguì qualche volta il contorno di tutta la tasca e ornò il paramano che fu piatto o simulato. Spesso bordi ricamati a piccoli tondi simularono un nastrino bianco allo scopo di definire meglio i contorni delle stoffe. Tutti questi elementi caratterizzanti sono riscontrabili nel capo in oggetto che trova riferimenti in una marsina conservata a Milano nelle Civiche Raccolte di Arti Applicate e pubblicata sul volume di Grazietta Butazzi Il Costume in Lombardia a pp. 116-117, e in un’altra pubblicata nella Storia del Costume in Italia di Rosita Levi Pisetzky a  p. 163.


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