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1770-1780
Habit à la française e gilet
in taffetas a pelo strisciante azzurro. Questa marsina è stata
ritrovata a Palermo ed è appartenuta a nobile famiglia, la sua
provenienza, però, è sicuramente francese. L’aristocrazia
isolana, prima della rivoluzione francese, gradiva confrontarsi
con quella parigina. Nei palazzi nobiliari francese era infatti
il cuoco (monsù), francese era il sarto e il francese era
la lingua salottiera parlata (non era importante conoscere a
fondo la lingua quanto il saper infiocchettare la
conversazione). Quando gli abiti non erano confezionati in loco
sui modelli d’oltralpe, si facevano arrivare direttamente da
Parigi come questo esemplare. La fodera è in lucido raso di seta
rosa , i bottoni, 29 in tutto, sono placcati in argento
lamellare dorato e decorati con filo ritorto. Hanno funzione
decorativa essendo il capo totalmente privo di asole e sono così
distribuiti: 11 sulla falda, 3 su ciascun paramano, 3 sugli ampi
spacchi e pieghe posteriori, tre su ciascuna patta. L’estesa
decorazione si svolge attorno ad un motivo a nastro ad andamento
sinuoso contornato da infiorescenze. È interamente eseguita in
argento filato, laminato, canutiglia e paillettes d’argento
diversamente sagomate. Sino al 1760 la marsina apparve senza
collo; in seguito, portò un cinturino di
pochi centimetri di altezza , come in questo esemplare, e dopo
l’80 ebbe colli molto alti. Evoluzione inversa hanno avuto i
paramani che, molto ampi in particolare nel periodo 1730-1750,
si ridussero in seguito, e dopo il 1760 divennero un piccolo
risvolto. Il gilet nello stesso tessuto (fodera di seta ecrù) è
chiuso sul davanti con 19 bottoni e relative asole e sul retro
con una fettuccia ad occhielli. La decorazione ripete i moduli
della marsina. Non è pervenuta la culotte che secondo i canoni
dell’epoca era al ginocchio e in tessuto più chiaro. I
riferimenti sono numerosi soprattutto con la ritrattistica
dell’epoca ed anche con capi custoditi presso le pubbliche
raccolte. Simile per tessuto e decori è una sottoveste del 1730
pubblicata sul catalogo del Museo Stibbert di Firenze a pag.88 e
con l’habit del 1770 pubblicato sul catalogo La Mode en
France – 1715-1815 della Bibliothèque des Arts, Paris, pp.
50-59

Particolare
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