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1920-1925
Due abiti gemelli di
probabile fattura americana realizzati con raso di
seta usato nei due versi. L’esteso decoro floreale
è realizzato con perline di vetro. Questi due abiti
perfettamente identici sono stati confezionati per
due sorelle che pur non essendo gemelle amavano
vestire in ugual maniera. Gi abiti presentano
entrambi alta fascia di raso spostata tra la vita e
i fianchi e una modellistica definita a sottoveste
o meglio a canottiera. Sono smaniati e il decolleté
presenta solo davanti uno scollo ovaleggiante. La
parte restante dell’abito è nello stesso raso color
prugna scuro e il contrasto cromatico è ricercato
sottilmente usando il tessuto anche nel verso
contrario. Si crea così un effetto lucido-opaco che
mette in rilievo la larga fascia. Nella parte
inferiore un pannello sul davanti e uno sul dietro
si soprammettono creando così un effetto di
movimento. Per la modellistica e per la lunghezza
questi oggetti sono attribuibili al primo lustro
degli anni ’20. Possibile rintracciare varie
analogie con modelli coevi alla datazione presunta,
soprattutto nei figurini inerenti ai primi anni ‘20. |

1922-1929
Robe du soir in due pezzi. La cappa e l’abito
sono giocati nel gusto dell’accoppiamento
raffinato di chiffon e velluto pannè di pura
seta. L’abito è tagliato in molteplici pezzi e
sfrutta lo sbieco del tessuto secondo la
tradizione sartoriale degli anni ’20. Il
completo di grande eleganza può essere variamente
datato a seconda dell’età della persona a cui era
destinato. Il lasso di tempo in cui dovrebbe
essere compreso si situa tra il 1922 e il 1929,
data in cui la vita ricomincia ad aggarbare
lentamente al corpo femminile. La cappa è ampia,
la manica presenta un taglio a Kimono ed è
ripresa ed increspata nella parte inferiore. La
foggia ricorda alcune creazioni di Poiret anche
se qui lo stile sobrio riporta più verso altre
fonti ispirative quali ad esempio Lanvin. Abiti
simili sono riscontrabili tra gli esemplari
pubblicati ne “Le livre de la Houte Couture”-
Parigi 1990. L’abito è stato ritrovato a Palermo
ma se ne sconosce la sartoria essendo giunto
privo di etichetta. Avrebbe completato l’insieme
un avvolgente boa di piume di struzzo, un
cappello a larghe falde decorato con piume, una
borsa a sac e dei guantini di rete. Ottimo lo
stato di conservazione. |
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1924
L’abito si assimila
per gusto e decoro alla produzione del celebre
sarto Paul Poiret. Tuttavia questo tipo di veste
riguardò gli anni del declino del grande sarto
quando dopo la prima guerra mondiale egli fu
soppiantato dalla voga Lanvin e Chanel. La
datazione presunta si aggira verso il 1924,
specialmente per la banda di voile con pendaglio e
nappa finale, elemento questo spesso presente nelle
creazioni del grande sarto. In questo abito da gran
sera i ranghi di perline disponendosi
orizzontalmente lasciano spazio al vistoso ricamo
che si stende nella parte inferiore della gonna e
gioca con la trasparenza del tessuto. Tale ricamo è
realizzato con filo di seta a punto pieno, lanciato
e incrociato. Il motivo decorativo è quello
floreale, ma le rose e le foglie che lo compongono,
non sono quelle astratte dei paesi dell’est ma
quelle della tradizione ottocentesca francese, dove
il gusto etnico e folcloristico sono ancora
assenti. L’abito giunge a noi privo di etichetta:
unica indicazione la scritta “Erfolg” rinvenuta in
uno dei cuscinetti sottoascellari. L’attribuzione
all’atelier di Poiret è stata tramanda oralmente
dalla nobile famiglia alla quale il capo è
appartenuto. Abiti simili comunque possono essere
riscontrati nelle biografie dedicate a Paul Poiret.
Lo stato di conservazione dell’abito è precario per
la leggerezza del tessuto di fondo che non reggendo
il peso delle abbondanti cannette vitree applicate
si è lacerato in più punti. |

1925
Abito
corto da sera di linea diritta è realizzato in
crespo di seta color verde acqua. Si presenta privo
di maniche, più corto sul davanti, con scollatura
anteriore rotonda mentre la posteriore si
caratterizza con un motivo geometrico a “T” formato
da due striscie di tessuto poste
perpendicolarmente. L’abito presenta una ricca
applicazione di perline di vetro bianche e
trasparenti che combinandosi tra loro creano motivi
stilizzati a ramage di tipo floreale e geometrico
che congiungendosi sul davanti, all’altezza della
vita ribassata, formano una sorta di palma. Il
motivo decorativo si ripropone in maniera speculare
anche sul retro dell’abito. La vita bassa è
evidenziata da una doppia fascia ricamata con
perline di vetro bianche. Questo decoro alterna
piccoli motivi triangolari contrapposti che
culminano nella parte centrale con il motivo della
palma sopra indicata. Elementi quali la linea
diritta, la lunghezza al ginocchio, le
caratteristiche strutturali e gli elementi
decorativi suggeriscono la datazione proposta.
Dall’Almanacco della donna del 1925 risulta che:”Le
sottane si sono accorciate fino al ginocchio, così
come si sono allungate le scollature. Per il giorno
i vestiti sono piuttosto semplici e diritti, per la
sera le scollature sono diminuite sul davanti e
rimangono generose sul retro, altre sono a punta
sul davanti e sul dietro ma quasi sempre gli abiti
sono privi delle maniche o sono appena accennate.
Mai come quest’anno si è avuta una tale abbondanza
di ricami e tessuti leggeri come crespi e stoffe
con fili metallici” (Almanacco della Donna,
Firenze 1925). L’abito ha subito nel tempo restauri
ed integrazioni che non hanno alterato però la sua
linea. E’ di manifattura americana in quanto,
secondo la testimonianza raccolta dal Collezionista
Piraino, sarebbe arrivato in Sicilia nel 1943 dagli
Stati Uniti sotto forma di “pacco dono”. |