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1868-1872 ca.
Robe de promenade d'eté di manifattura siciliana e in seta pura stampata chiné a fiori neri e prugna su fondo mauve. Questo abito caratteristico della produzione sartoriale della seconda metà del XIX secolo fu confezionato per una signora di Casa Lampedusa tra la fine degli anni Sessanta e i primi del 1870. Stilisticamente risente di un attardamento che vede ancora l'impiego della crinolina che già, nelle riviste di moda del1867, lascia il passo alla mezza crinolina. L'abito proviene dal corredo della principessa Concetta Lampedusa, lo stesso personaggio descritto da Lanza Tomasi nel "Gattopardo". Lo scialle a rete è coevo. Fattori temporali e condizioni precarie di conservazione hanno agito negativamente sul fragilissimo tessuto che giunge fino a noi molto liso. Tra gli empirici interventi di restauro effettuati da varie mani nel corso del tempo sono molte le cuciture e i consolidamenti manuali operati per fissare i frammenti di tessuto al supporto interno di tarlatana, fortunosamente ancora in buono stato. Il modello presenta similitudini in linea con vari esemplari conservati al Costume Institute New York, Cfr. (Cat.1991, pag.36-38). |

Primi anni del 1870
Robe de soirée, de théâtre, de bal, in quattro pezzi : corsage a basque, corsage de bal, jupe e tablier. Quest'abito di manifattura siciliana è stato realizzato in raso di seta rosso ciliegia cerato sul rovescio (raso di seta cirè), merletto francese su tulle illusio e merletto nero tipo Alençon. L'abito si compone di una jupe con grande volano sul quale si adagia il tablier drappeggiato, entrambi con merletti, di un corsage a basque e di un altro corsage scollato e smanicato de bal che si indossavano l'uno sull'altro. All'interno la jupe porta ancora, perfettamente conservati, i numerosi tiranti che permettevano alla dama di essere assecondata dallo strascico nel camminare. Questo splendido esemplare è appartenuto alla nobile famiglia siciliana Rampolla-Polizzello e fu realizzato in un'epoca in cui il sentimentalismo patriottico era molto vivo in Sicilia infatti, la scelta del colore rosso fu volutamente legata alle imprese garibaldine. L'oggetto testimonia quindi quanto il costume abbia palesato in ogni periodo, aspirazioni, idee, sentimenti e logica esistenziale di ogni individuo rispetto alla collettività e benché comune per modello, è raro per l'ottimo stato i cui è a noi giunto. Data la ceratura della stoffa, la conservazione è singolarmente perfetta e per il resto l'abito non presenta alcun tipo di danneggiamento. Esemplari analoghi è possibile riscontrarli presso la Galleria del Costume di Firenze e nel Museo Rocamora di Barcellona. Per l'iconografia vedi Victoria, 1871, La Novità 1874. |
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Primi anni del 1870
Robe de promenade in gròs marezzato a trame liserè. Il semplice insieme è databile intorno agli anni '70 del XIX secolo ed è una rielaborazione di pertinenza locale, quindi di foggia semplificata rispetto ai figurini correnti. E' stato ritrovato in un paese interno e montano della Sicilia e lascia supporre un uso festivo o così detto "domenicale"per via del tessuto adoperato, setoso e marezzato. E' stata anche allargata la circonferenza del busto mediante scucitura delle pences originali. Si pensa quindi che sia stato adoperato in gravidanza risultando l'oggetto fuori forma sul davanti. La manica è sagomata e un galloncino di cotone plissettato ecrù oltre a bordare l'abito evidenzia la particolare cintura realizzata con petali di tessuto sovrapposti e fermati da una coccarda. Non si rilevano confronti, tolto che per la cintura tipica nei modelli di questi anni. |

1870
Robe de promenade in rasatello di pura seta con motivo decorativo di frange color oro. Quest'abito color ruggine vede riuniti temi tipici di questo periodo e si inserisce pienamente nello stile riservato alle robes da promenade, che pur non rinunciando agli esuberanti motivi decorativi, rinuncia allo strascico per favorire il passo. L'accorgimento modellistico quale l'alto volant pieghettato in fondo alla jupe è stato attuato ad esempio, per far si che nessun movimento disdicevole deve esser compiuto dalla dama come il sollevamento della gonna per favorire il passo. Numerosi confronti sono rilevabili nei figurini di moda (Cfr.3 "La novità" N° 12 del 30 aprile 1869) e nel catalogo N° 4 della Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze. |