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La funzione del
copricapo è protettiva e ornamentale nello stesso
tempo.
Dovendo riparare la testa dagli effetti degli
elementi atmosferici, i cappelli variano secondo la
stagione, la latitudine e la posizione geografica in
generale. Spesso basta l’etimologia per precisarne la
funzione: così il nome del sombrero viene dallo
spagnolo sombra, cioè ombra.
I popoli che
si dedicavano all’agricoltura e alla pastorizia si
accontentavano di un cappello semplice, talvolta
completato da una larga tesa (Cina, Giappone, India,); i
popoli guerrieri e cacciatori dedicavano invece più
attenzione al copricapo, il quale univa funzioni
protettive, ornamentali ed anche simboliche. Gli
antichi conoscevano soprattutto copricapo pratici. Solo
nel Medioevo il copricapo si differenziò in diverse
fogge: a semisfera, a cilindro, a piramide e così via.
Da allora cominciò a diventare un elemento soprattutto
decorativo, anzi di lusso, ornandosi di piume,
pelliccia, nastri, e spesso anche di perle e pietre
preziose.
Contro
il fasto eccessivo dei copricapo si scagliarono con
accenti di
fuoco uomini della Chiesa. Nel
XV secolo l’Agostiniano Gottschalk Hollen così descriveva indignato l’acconciatura delle
donne del suo tempo: “ Primo, una donna vanitosa pone
un cappuccio
da uomo sopra il cappuccio da uomo sopra il velo;
secondo un prezioso velo piegato; terzo una triplice o
quadruplice rete di seta; quarto spille per i capelli in
oro e argento; quinto un monile alla fronte (o al petto); sesto capelli lucenti di una donna morta comprati;
settimo intorno al collo essa ha una collana di corallo.
Di
tutte queste cose necessita una donna per la sua
acconciatura; con cento gulder è appena in grado
di pagarsele”.
Sulla testa vengono portati anche i
simboli del potere temporale o spirituale e quelli del
rango accademico.
Per ambedue i sessi, il cappello dei
giorni nostri mira ad offrire protezione e ornamento
nello stesso tempo.
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